Pluvialis squatarola

nome scientifico

Pluvialis squatarola

nome comune

Pivieressa

autore

Linnaeus, 1758

nome dialettale

Barusoea

descrizione

Piviere caratterizzato da becco corto e robusto, testa arrotondata, lunghe ali ed aspetto nel complesso solido e compatto. La livrea estiva e quella invernale sono marcatamente distinte. In periodo riproduttivo il piumaggio si presenta infatti tipicamente “barrato” grigio chiaro/argento nelle parti superiori, nero su ventre, muso e parte anteriore del collo con banda bianca di contorno che si sviluppa su spalle, collo e sopracciglio. La livrea invernale è invece più uniforme, di colore bruno-grigio screziato.

taglia

Lunghezza: 27-30 cm. Larghezza alare: 71-83 cm. Lunghezza delle ali: 189-212 mm. Peso: 190-280 g, incrementa sino a 345 g in pre-migrazione.

colorazione piumaggio

La livrea invernale è la più comunemente visibile in Italia per questo migratore. Il piumaggio della parte superiore assume una colorazione di fondo bruno-cenere, con screziature bianche apicali e segni subterminali nero-marrone; tacche bianche presenti sulle penne scapolari. Il capo è caratterizzato da fronte bianca e presenza di piccola macchia scura in prossimità dell’occhio che contribuisce ad enfatizzarne la dimensione dalla distanza. Le parti inferiori del corpo sono generalmente chiare, in alcuni casi quasi bianche. In livrea estiva (visibile a partire da aprile sino ad inizio migrazione), parte del capo, giugulo, collo petto e ventre assumono colorazione nera, molto intensa nei maschi e con screziature bianche nelle femmine, mentre le parti superiori mantengono la colorazione bruno-cenere tipica della livrea invernale.

distribuzione geografica

L’areale di riproduzione europeo è limitato alle sole coste settentrionali della Russia; la presenza estiva è stata segnalata con discontinuità anche in Islanda, nelle isole Faroer e a Spitzbergen, tuttavia non sono noti eventi riproduttivi in queste isole. In inverno la Pivieressa colonizza le coste delle Isole Britanniche, della Francia, della Penisola Iberica e del Mar Mediterraneo, ma si spinge anche verso l’Africa del Sud e l’Asia. È presente anche in Nord-America (si riproduce in Alaska).

ecologia

L’alimento è costituito esclusivamente di invertebrati. Nella tundra si ciba prevalentemente di insetti ad altri invertebrati terrestri, mentre negli areali di svernamento preda principalmente policheti, molluschi e crostacei. Caccia nel modo caratteristico dei Charadriidi, restando immobile per alcuni secondi prima di muoversi verso un’altra posizione di “attesa” o di sferrare l’attacco con il becco ad una preda (stop-run-peck). E’ specie poco gregaria; in periodo post-riproduttivo tende a rimanere isolata in gruppi di pochi individui, ma prima delle migrazioni primaverili spesso si aggrega in stormi di numerose unità. È specie monogama; in Russia si riproduce generalmente ad inizio giugno (singola nidiata di 3-4 uova). L’incubazione dura circa 26-27 giorni. In Italia la specie è migratrice regolare e svernante.

annotazioni

Least Concern (LC) nelle attuali Liste Rosse IUCN. La specie è elencata nell’Allegato 2, Parte B alla Direttiva 2009/147/CE.