Mnemiopsis leidyi

Nome scientifico

Mnemiopsis leidyi

Autore

Agassiz, 1865

Nome comune

Noce di mare

Descrizione

Ctenoforo appartenente alla famiglia Bolinopsidae, ha il corpo oblungo, simmetria radiale e  consistenza gelatinosa (composto per quasi il 98% di acqua). Il corpo dell’animale è suddiviso in sei lobi; due grossi e ben visibili e altre due coppie più piccole a dividere i lobi maggiori.

È privo di tentacoli esterni; otto fila di ciglia (cteni) attraversano l’intera lunghezza del corpo; due file per ogni lobo maggiore e una sola fila per ogni lobo minore.

Colorazione

Il corpo è interamente trasparente. Le ciglia bioluminescenti si colorano di luce blu-verde se stimolate.

Ecologia

Specie tipica dei bassi fondali eutrofizzati, è fortemente euriecia, tollera infatti ampi range di temperatura (2°-32°C) e salinità (<2-38‰). A livello mondiale le maggiori biomasse si registrano tra il 45° e il 50° parallelo, , in ambo gli emisferi, latitudini alle quali sono collocate sia la laguna di Venezia, sia il mar Adriatico.

Predatore generalista si nutre di zooplancton, comprese uova e larve di pesce, e può raggiungere elevate densità in assenza di predatori naturali. L’elevata capacità riproduttiva e la grande voracità di questa specie può mettere in serio pericolo la stabilità dell’ecosistema incidendo direttamente e indirettamente sulle popolazioni ittiche locali.

Taglia

Lunghezza 7-12cm

Distribuzione

Specie originaria dell’Atlantico occidentale si è recentemente diffusa in buona parte del globo, probabilmente trasportata con le acque di sentina dalle navi commerciali. Arrivata nel Mar Nero alla fine degli anni ’80 ha gradatamente colonizzato il mar Mediterraneo fino a raggiungere il nord Adriatico prima (ottobre 2005) e la Laguna di Venezia poi (nel 2016).

È oggi inserita all’interno della lista delle cento specie più diffuse e invasive al mondo.

Anche quest'anno stiamo assistendo ad una nuova esplosione dello ctenoforo noce di mare, segnalato tanto al largo delle nostre coste (13 miglia) quanto all'interno delle lagune dell'Alto Adriatico. Nel filmato le condizioni in cui si trovano ad operare i nostri pescatori con reti fisse in laguna di Venezia.

Pubblicato da Laguna Project su Mercoledì 19 luglio 2017

Annotazioni

In seguito agli enormi bloom verificatisi verso la fine degli anni ’80 e inizio degli anni ’90 del secolo scorso in mar Nero,  la biodiversità del mesozooplancton e dell’ittioplancton sono crollate, con evidenti riflessi nei quantitativi di pescato, diminuiti sia in numero sia in diversità. La situazione si è ripresa, arrivando ad un nuovo equilibrio a partire dal 1995.

Per quanto concerne la situazione in laguna di Venezia, attualmente gli unici effetti negativi direttamente ascrivibili ai bloom di noce di mare sono a carico della pesca artigianale con tresse con bertovelli. Ogni giorno diverse decine di chili di noci di mare vengono sospinti dalla corrente all’interno dei bertovelli, causando la moria di buona parte del pescato ed enormi rallentamenti nelle operazioni di cernita.

Si riporta il video che testimonia i danni alla pesca artigianale causati dal bloom di noci di mare in laguna di Venezia.