Premessa
L'anguilla, pesce che fa parte del nostro bagaglio culturale, sia per la sua presenza nei corsi d'acqua della provincia, che come apprezzato cibo, sta subendo una drastica e progressiva riduzione, tanto da essere registrata come "In pericolo critico" nella Lista Rossa IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
È doveroso, pertanto, intervenire per capire i motivi di questa riduzione, anche al fine di tutelare questa specie, straordinariamente complessa nel suo ciclo vitale.
Basti pensare che tutte le anguille che vediamo sono nate nel Mar dei Sargassi,
che è l'unica area nota dove avviene la riproduzione della specie europea.
E qui tornano gli adulti per riprodursi. Alla schiusa dell'uovo gli stadi giovanili fanno il medesimo percorso compiuto dai riproduttori per tornare sulle coste europee, impiegando circa tre anni per effettuare tutto il viaggio.
Per incrementare le conoscenze sulle peculiari caratteristiche di questa preziosa
risorsa nelle acque del nostro territorio e quindi per elaborare le migliori strategie di gestione, la Provincia di Venezia ha attivato un ambizioso progetto che viene descritto di seguito.
Ognuno di noi può quindi dare il proprio contributo, segnalando la località e la data di cattura, nonché le caratteristiche degli esemplari raccolti, compresi quelli marcati. Ogni segnalazione sarà preziosa, sia essa attuata attraverso la scheda predisposta o attraverso il sito internet dedicato.
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IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA
Francesca Zaccariotto
L'ASSESSORE ALLA PESCA
Giuseppe Canali
Introduzione
L'anguilla è un pesce che ha suscitato sin dai tempi più antichi un grande interesse. L'incredibile resistenza all'emersione, la capacità di adattarsi agli ambienti più diversi e il mistero che avvolge le modalità di riproduzione, hanno contribuito a mantenere viva l'attenzione per questa specie nei secoli.
Aristotele, oltre 2000 anni fa, riteneva che questo pesce si generasse spontaneamente nel fango delle foci fluviali; esso infatti, basandosi sull'evidenza che nessuno aveva mai osservato organi riproduttivi in esemplari della specie, scriveva nel suo Historia animalis: "Anguilla neque mas, neque femina est, neque quidquam ex sese generat".
Anche Plinio il Vecchio si è interessato alla biologia di questa specie e stupisce quanto fossero precise e acute le sue osservazioni quando scrive che l'anguilla migra a mare per la riproduzione e che può vivere oltre vent'anni. Nella sua Historia naturalis egli scrive: "C'è un lago in Italia, il Benaco, nel territorio veronese che è attraversato dal fiume Mincio: alle uscite di esso annualmente all'incirca nel mese di ottobre, quando il lago è in burrasca, per effetto, come è chiaro, della costellazione autunnale, le anguille vengono a densi gruppi trascinate dai flutti, in numero impressionante, a tal punto che nei recipienti del fiume, scavati proprio per questo motivo, se ne trovano degli ammassi di un migliaio ciascuno."

Le disavventure di un pescatore d'anguille
(da Figuier, 1869)
Questo stesso immutato interesse spinge ai giorni nostri la ricerca scientifica, e si fa più vivo perché gli stock di questa specie stanno subendo un brusco declino. Secondo l'International Council for the Exploration of the Seas (ICES) le popolazioni naturali di anguilla hanno superato i limiti biologici che ne assicurano la sopravvivenza e gli attuali ritmi di prelievo non saranno a lungo sostenibili.
E' in questo quadro di crescente preoccupazione per le popolazioni di questa specie che si inserisce il Programma per la ricostituzione dello stock di anguilla europea nelle acque della Provincia di Venezia finanziato dalla Regione Veneto nell'ambito del Fondo Europeo per la Pesca. Con esso l'Amministrazione Provinciale è impegnata a fornire il proprio contributo per il raggiungimento degli obiettivi prefissati dall'Unione Europea e ha attivato una prima serie di interventi a sostegno della specie come il ripopolamento, il monitoraggio della risorsa, l'individuazione degli ostacoli alla rimonta, la realizzazione di scale di monta.